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La Sicilia punta sulle città d'arte...

Firmato un protocollo d'intesa per la valorizzazione dei beni culturali della Sicilia

28 febbraio 2014

L'assessore regionale ai Beni Culturali e all'Identità siciliana, Mariarita Sgarlata, e il Segretario generale dell'associazione delle Città d'Arte e Cultura, Ledo Prato, hanno firmato il Protocollo d'intesa per la valorizzazione delle Città d'Arte della Sicilia.
L'Associazione delle Città d'Arte e Cultura (Cidac), che associa le principali città d'arte e cultura, ha condotto, insieme al Ministero per i beni culturali e il turismo, una politica di valorizzazione del patrimonio culturale, dei centri storici, dei musei e delle aree archeologiche. Fino ad ora la Sicilia, e le sue città d'arte, erano rimaste escluse per via della competenza in materia affidata alla Regione. Da oggi, grazie alla firma del Protocollo d'intesa, l'attività di valorizzazione delle città d'arte sarà estesa alla Sicilia, a partire da Palermo, Catania, Siracusa, Agrigento, Noto e Ragusa (associate al Cidac).

"Si tratta di un passo avanti importante che connette la Sicilia - ha detto l'assessore Sgarlata - con il resto del Paese sul piano della promozione delle città d'arte, attivando politiche e progetti costruiti con la partecipazione attiva della Regione Siciliana e delle città coinvolte, in funzione di una strategia di sistema e di un potenziamento dell'offerta culturale".

La firma del protocollo è avvenuta ieri alla presenza degli assessori comunali alla Cultura di Palermo, Catania, Siracusa, Agrigento e Noto. "Questo protocollo va inteso - ha precisato l'assessore Sgarlata - come una piattaforme comune e condivisa per le città siciliane d'arte e cultura già associate (Palermo, Catania, Siracusa, Agrigento, Ragusa e Noto) e per quelle che potranno associarsi nel tempo per concertare politiche di valorizzazione. Nel breve termine con la legge Destinazione Italia riservato alle città entro i 150 mila abitanti, nel medio e lungo periodo per il nuovo ciclo 2014-2020".

Per il Segretario generale Prato "si tratta di uno strumento che favorisce la creazione di un sistema integrato fra offerta culturale e turistica concertata fra tutti i soggetti coinvolti - senza distinzione di proprietà perché al turista non interessa sapere se va a visitare un museo civico, regionale o diocesano con lo scopo di aumentare la visibilità, purtroppo ancora scarsa, che hanno le pur numerose città siciliane (61 su 185 città d'arte)".

Uno strumento con il quale si potrà valorizzare anche il Parco archeologico greco romano di Catania, riconosciuto nei giorni scorsi grazie ad un decreto regionale di Perimetrazione dell'assessore Sgarlata. "È stato un percorso condiviso con il sindaco e i vertici della Sovrintendenza e del Parco Archeologico - ha detto l'assessore - Il parco archeologico di Catania non era stato previsto tra i parchi siciliani ma abbiamo scelto di inserirlo proprio per la sua particolarità di essere parte viva all'interno del tessuto cittadino. Con la perimetrazione sarà possibile la tutela e salvaguardia di questo sistema complesso".

Le perimetrazioni dei parchi archeologici erano state stabilite con la legge 20 del 2000. L'inserimento e il riconoscimento del parco catanese porterà - secondo i promotori - alla migliore salvaguardia dei beni culturali della città perché vi sarà un'autonomia finanziaria e di gestione sganciata dalla burocrazia regionale a cui finora era destinato il 70 per cento degli introiti. Tale percentuale sarà gestita dal Parco stesso come sta già avvenendo ad Agrigento con la Valle dei Templi.

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28 febbraio 2014
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