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Quindici libri e un vocabolario

Il carcere di Parma accoglie la richiesta di Marcello Dell'Utri

24 giugno 2014

A buon fine l’appello per i libri di Marcello Dell’Utri. L’ex senatore del Pdl, recluso nel carcere di Parma - dove dovrà scontare una condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa - ha chiesto di poter avere in cella più volumi da leggere, coltivando anche dietro le sbarre la passione di una vita. "A Dell’Utri non sono stati dati solo 2 libri ma 15 volumi, più un vocabolario. Se non fossero sufficienti può fare istanza di ricambio", assicura all’Adnkronos Anna Albano, direttrice degli Istituti penitenziari di Parma.

Nessuna indiscrezione sui titoli chiesti in lettura dall’ex senatore azzurro, ma Albano smorza le polemiche dei giorni scorsi riguardo alle limitazioni dei libri per Dell’Utri nel carcere di via Burla: "Non pensiamo proprio che nasconda lime nei libri - osserva sorridendo - è un bibliofilo e li userà per leggere. Comprendiamo il disagio di chi inizia una carcerazione, le sue esigenze verranno raccolte e, nel giusto contemperamento delle regole, cercheremo di darvi seguito".
"In un istituto penitenziario - ricorda Albano - ci sono limitazioni riguardo agli oggetti che una persona può detenere, anche per ragioni di sicurezza e per i controlli previsti. Il diritto allo studio e alla coltivazione della lettura è tenuto in grande considerazione dall’Amministrazione penitenziaria, le limitazioni sono derogabili in funzione delle esigenze particolari che ciascuna persona può esprimere e rappresentare".

Dell’Utri avrebbe anche manifestato il desiderio di occuparsi della biblioteca del penitenziario (LEGGI), ma "in questo momento un ruolo di questo genere è da escludere - spiega ancora la direttrice del carcere di Parma - Dell’Utri è nel centro diagnostico terapeutico, una sezione dove prevale l’esigenza di cura". "Il detenuto appartiene comunque al circuito alta sicurezza", spiega ancora Albano. Insomma, "saranno valutazioni da fare in seguito".

"Lui vive con i libri, lo fanno stare più sereno", spiega all’Adnkronos Giuseppe Di Peri, uno dei legali dell’ex senatore del Pdl, che mercoledì andrà a trovarlo nel carcere di Parma. "L’afflizione della carcerazione - aggiunge - si può attenuare permettendogli di leggerne un numero superiore. Ha chiesto alla biblioteca del carcere alcuni volumi, e altri gli verranno inviati da familiari e amici. Bisognerà vedere quanti ne potrà tenere in cella". "A Beirut - conclude il legale - si era portato tanti libri che gli sono stati sequestrati. Contiamo di ottenere il dissequestro dei volumi nei prossimi giorni in modo da farglieli pervenire, nel numero consentito".

- "Datemi più libri o faccio lo sciopero della fame" (Guidasicilia.it, 23/06/14)

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24 giugno 2014
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